Il Gruppo LA CRISALYDE nasce dai 3 allievi attori Luca Lollobrigida, Mirco Orciatici e Matteo Paino, formatisi alla Scuola di EsoTeatro Ygramul e costituitisi come Compagnia proprio nell'atto del loro diploma.

 

La nascita del Gruppo di ricerca è segnata dalla costruzione di uno spettacolo di 'teatro contemporaneo e della crudeltà' con la Regia di Vania Castelfranchi che sta riscuotendo moltissimi successi

"NOI CHE VI SCAVIAM LA FOSSA"

(vi consigliamo di visitarne il Curriculum delle repliche)

Locandina del Primo Studio Locandina del Primo Studio

Se vuoi vedere la PROSSIMA DATA dello Spettacolo e tutte le Repliche fatte...

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La Compagnia :  la CRISALYDE 

 

La nostra compagnia si può definire una Crisalide, una sorta di larva... in tutte le forme in cui la parola viene usata;
innanzitutto dall'accezione di stato primordiale di un insetto, sino a quella greca di 'anima' ed 'essenza'. Essendo ancora studenti della Scuola di recitazione di Vania Castelfranchi e del suo il metodo EsoTeatrale, siamo ancora in metamorfosi, o semi-professionisti se preferite.
Il metodo dell'Esoteatro non dirige i propri studenti verso una modalità di recitazione ben precisa ma ne forma le ossa in modo che ogni allievo possa scegliere e approfondire il proprio percorso artistico. Il nocciolo dell'Esoteatro è che lo spettacolo, grazie alle capacità attoriali, recitative, alle scenografie e soprattutto alle parti corali (musiche, acrobatica e danze) possa proiettare fuori verso il pubblico emozioni, immagini,suoni che restino impresse.
Proprio come l'esoscheletro degli insetti da qui il nome EsoTeatro, noi attori in scena tentiamo di fare uscire la nostra ossatura dal corpo mostrandola agli spettatori e cercando di regalargli oltre che uno spettacolo teatrale, un'esperienza. Per questo anche il coinvolgimento fisico di essi è quasi sempre presente nei nostri lavori.

la parola larva inoltre richiama il mondo dell'aldilà già dai tempi dei greci e romani e lo fa tramite uno strumento che non può mancare ad un attore, la maschera. Che sia calzata in volto o pirandelliana, la maschera è uno degli elementi fondamentali del nostro studio e con essa tutto il lavoro del grottesco, nella commedia dell'arte ma anche della mimesica che usiamo ad esempio per le maschere Balinesi. D'altronde una larva è considerata "la maschera" di un insetto perfetto.
infine con un'accezione più poetica si può dire che una larva è una creazione fantasiosa, che deve prendere forma un po'come la nostra fantasia che unita alla poca esperienza ci lascia ancora sognare e sperimentare tipi di teatro libero da qualsiasi vincolo.

 

La Compagnia Crisalyde fino ad ora è composta da : (Linka i nomi per scaricare il Curriculum in PDF)

> LUCA LOLLOBRIGIDA 

> MIRCO ORCIATICI

> MATTEO PAINO 

 Elaborazioni Scenografiche in divenire

    di Domenico Latronico

Regia e Drammaturgia e percorso di ricerca

    di Vania Castelfranchi

Costumi de

    la Piccola Costumeria Cunegonda

rielaborati e disegnati da Domenico Latronico 

creati da Gaia Vona

Musiche dal vivo composte e montate da Francesco Petti

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SandMan al Festival di Ludika 1243 SandMan al Festival di Ludika 1243

 Mentre la Compagnia acquisisce sempre maggiore esperienza e seguita a circuitare con il suo 'caposaldo' in triade al completo, è iniziata anche l'elaborazione di 3 Monologhi, dalle caratteristiche assai diverse, costruiti da Castelfranchi 'a misura' sulle esigenze e le poetiche dei 3 differenti interpreti :

"SANDMAN" per Luca Lollobrigida

"H" per Matteo Paino

"LOOP" per Mirco Orciatici

 

Regia di Vania Castelfranchi - Scene ed Oggetti di Domenico Latronico - Costumi di Cunegonda La Piccola Costumeria

 

Per sapere di cosa si tratta e come questi nuovi spettacoli in assolo si stiano sviluppando vai alla Pagina MONOLOGHI della Crisalyde

 

I 3 Monologhi sono stati mostrati al pubblico in un 'Primo Studio' nella Rassegna a Trastevere 'il Giardino dei Racconti di Mezza Estate' nel Luglio 2017

e poi sviluppati all'interno del Festival a Viterbo LUDIKA 1243 - XVII Edizione  con ulteriori 5 repliche

Locandine delle prime repliche e alcune foto di scena

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Foto del Primo Studio Foto del Primo Studio

 

L'Idea di : 

“Noi che vi scaviam la fossa”

 

- Le maschere ci salveranno… Con le maschere smaschereremo il Mondo! -

 

La nostra opera è ispirata e tratta dal Marat/Sade di Peter Weiss (1964). È la storia metaforica e simbolica dell’ipotetica messa in scena di una rappresentazione teatrale sull’assassinio di Jean-Paul Marat, da parte del Marchese De Sade all’interno del manicomio di Charenton negli anni del suo internamento.

 

La pazzia spaventa, terrorizza, mette in crisi le società, perciò a causa della sua disordinata e incomprensibile natura viene isolata e internata in manicomi come quello di Charenton. Arte e teatro sono il mezzo per dar voce alla pazzia senza rinunciare alla sua sana, ironica, smascherante, distruttiva energia. Allo spettatore è messo in discussione il suo modello di vita, comunemente, socialmente, tacitamente accettato, come unico e “normale”.

 

Sul ring pugilistico-filosofico: l’utopia visionaria del rivoluzionario martire Marat, in opposizione all’anarchia distruttiva di De Sade. Il banditore Jean Roux (giudice primus inter pares) media le energie emotive e mentali di internati senza ormai più nulla da nascondere. Il pubblico stesso è composto da malati mentali appartenenti a categorie psico-patologiche fornite all’ingresso.

 

L’obiettivo è di mettere il pubblico in una situazione di angoscia e rottura con la propria zona di confort: un evento esperenziale in grado di mettere in discussione se stessi, la quotidianità e la tranquillità per creare poi l’effetto catartico.

 

Spettacolo surreale irreale metafisico, anormale strano... malato.

Foto del Primo Studio Foto del Primo Studio

Note di Regia : 

Lo spettacolo nasce come prova di diploma degli allievi della scuola di EsoTeatro Ygramul che, diretti dal regista Vania Castelfranchi, si cimentano in una rielaborazione del "Marat Sade" di Peter Weiss.
Quattro sono i riferimenti registici che si innestano nello spettacolo:
il Manifesto per un Nuovo Teatro di Pier Paolo Pasolini e la sua sfida, utopistica e intrigante, di un arte capace di criticare e mettere in discussione le certezze della società borghese, senza arrogarsi il ruolo saccente dell'insegnante, ma quello popolare e filosofico del 'dubitante'. Teatro come politica del quotidiano ma al contempo teatro rituale, laddove il rito serve a riequilibrare la vita delle persone e della società, non a comandarle o a giudicarle. Lo spettacolo cerca di mantenere registicamente questa grammatica di intimità con il pubblico. La quarta parete è scenograficamente rappresentata da una porta che lo spettatore deve voler attraversare, assumendosene responsabilità e rischi. Altrimenti assiste al rito come un semplice voyeur, dall'esterno.

Foto del Primo Studio Foto del Primo Studio

Il secondo riferimento è al Teatro della Crudeltà di Antonin Artaud e non solo per l'ambientazione (lo spettacolo si svolge in un manicomio), ma anche per 'la sporcizia' della parola, degli abiti, della scenografia... estetica legata al concetto di un tutto dis-organico e al saper seguire la fine linea del bene all'interno dell'oscenità del tutto.
Il terzo approdo è al lavoro performativo del Living Theatre. Infatti, nonostante la regia sia forte e serrata, è necessario che il pubblico avverta sino al termine un senso di continua imprevedibilità. Gli spettatori sono chiamati a rispondere, a reagire, a scegliere ogni volta il finale, a cercare il modo di riaprire la porta che si è chiusa alle loro spalle, come in una 'Escape Room' contemporanea in un tentativo di riportare il Teatro alla dimensione del To Play, il Gioco. Ogni spettatore è anche attore nel manicomio di Weiss. 
Laddove il testo di Weiss, così come la sua più famosa messa in scena ad opera di Peter Brook ha previsto un gran numero di personaggi e attori, in questo spettacolo sono stati inseriti i cori, resi scenicamente con l'uso di maschere di diverse tradizioni (commedia dell'arte, balinesi, neutre, africane, clown...) in linea con la ricerca antropologica del Teatro Ygramul e con il metodo EsoTeatrale, quarta ed ultima suggestione registica. La maschera è la società e il volto che cela si mostra attraverso la pazzia.

 

Spettacolo vincitore al DOIT Festival 2017 di Roma

il Premio MIGLIOR SPETTACOLO GIURIA GIOVANE 

 

 

Spettacolo Vincitore del Premio

MIGLIOR REGIA

anche al Concorso

"Rita Sala" del Teatro Patologico nel Marzo del 2017

Ha partecipato al Concorso nel Settembre 2016 

Posizionato 11esimo nella classifica con 
3 Nomination :
Migliori Attori
Miglior Regia
Miglior Spettacolo Off
VINCE come MIGLIOR REGIA!
Scheda Tecnica dello Spettacolo Scheda Tecnica dello Spettacolo

Prime Foto di Scena

Locandina Neutra di base Locandina Neutra di base
Nuova Locandina Nuova Locandina
locandina XXIIIesima replica locandina XXIIIesima replica
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